Richiesta 600 euro INPS, ennesimo disastro digitale prevedibile

Irraggiungibile rimarrà sicuramente nella mente degli italiani per i prossimi giorni
Pubblicato il Aprile 01, 2020, 11:39 am
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E mentre tutta Italia sta subendo una fortissima crisi sanitaria, e che solo grazie alla preparazione di medici e infermieri stiamo tentando di arginare, la crisi economica incombe come una spada di Damocle sopra la testa delle famiglie italiane.

Arriva il bonus da 600 euro se si riuscisse a fare la domanda

Arriva il bonus da 600 euro ma arriva il giorno della richiesta, che ricordiamolo va fatta in via telematica sul sito dell’INPS, e che il caso ha voluto cadesse il 1 aprile, giorno che da sempre è segnato dal famoso pesce, e di fatto il pesce è arrivato ma non sul piatto degli italiani.

Già da qualche giorno il sito dell’INPS era spesso irraggiungibile a causa dei milioni di accessi  di utenti che richiedevano il PIN o che provavano a vedere se c’era la possibilità di fare la domanda in anticipo. Da ieri sera a mezzanotte il pasticcio tutto all’italiana con il sito perennemente irraggiungibile. Parliamo di un sito internet istituzionale di un’utilità estrema che non può permettersi di essere offline inoltre  aggravando il malumore tra chi, purtroppo, si ritrova a corto di contanti e che ha visto in questa prima tranche di 600 euro una piccola boccata d’aria.

Chi è riuscito a presentare domanda durante la notte ha constatato che in meno di due ore erano già oltre 70mila le domande presentate e che di fatto porteranno anche ad un intasamento delle verifiche. Dobbiamo per caso ricordarlo che lo stato ha già tutti i dati delle partite iva in Italia e che di fatto molti professionisti nel corso del 2019 hanno pagato l’anticipo per il 2020 in cui non stanno lavorando?

A chi dice che non esistono infrastrutture che possano tenere il traffico che si sta generando dobbiamo per caso ricordare i colossi del web che milioni di visualizzazioni ne fanno probabilmente al secondo?

Inoltre, ed è stato confermato da più utenti pare che durante il caricamento delle pagine vengano esposti i dati sensibili di altre persone alla mercè di tutti. Vi sembra che sia normale tutto questo quando poi durante l’anno ogni richiesta e ogni documento ha ben visibile la dicitura per la privacy?

Ancora una volta il coronavirus ha messo in evidenza problematiche che abbiamo lasciato indietro e che non abbiamo saputo gestire nel corso degli anni investendo in infrastrutture o magari investendo all’interno delle tasche di qualche dirigente che inavvertitamente ha deviato “inconsapevolmente” il flusso di investimenti verso altre… risorse.

Passato il coronavirus sarà compito degli italiani pretendere servizi migliori, connessioni, modernità e digitalizzazione. Le tasse le paghiamo anche per questo non solo per mantenere una classe politica che da 30 anni pensa solo a se stessa. Vogliamo iniziare a farci sentire o no?

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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