Emergenza economica e politichese: gli italiani vogliono chiarezza e misure concrete

Una rivolta del pane in chiave moderna che non avremmo mai immaginato
Pubblicato il Marzo 28, 2020, 9:03 pm
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Riportano le news odierne che l’intelligence ha segnalato al Presidente del Consiglio la possibilità che si verifichino sul territorio manifestazioni popolari, causate dalla mancanza di denaro e dalla conseguente impossibilità, da parte dei cittadini, di acquistare generi alimentari e di fare fronte ai propri impegni.

Siamo davanti ad una nuova rivolta del pane, ma le conseguenze possono essere disastrose

Già ieri alcuni siti hanno dato notizia di una piccola commerciante di Bari, il cui negozio è chiuso dai primi di marzo, dare in escandescenza perché necessitava di € 50 per fare la spesa.

Di queste ore l’annuncio che il bonus di 600 € a professionisti, avventizi agricoli ,ecc, sarà erogato dal 17 aprile, dopo un mese dalla pubblicazione del Decreto, e lo stesso dicasi per la cassa integrazione. Solo in queste ore l’INPS sta semplificando le procedure di accesso al sito. Solo tramite internet sarà possibile dialogare con l’ente, che in questi giorni è sommerso di richieste.

Per i piccoli imprenditori il decreto ha previsto uno strumento, sulla carta rapido e veloce: l’erogazione di un finanziamento di massimo 3.000, da restituire in 18 mesi meno un giorno, senza valutazione del merito creditizio, in deroga alle attuali norme previste dal Teso Unico Bancario (TUB)

L’art 49 del decreto del 17 marzo relativo agli aiuti alle imprese recita al punto k:

sono ammissibili alla garanzia del fondo, con copertura all’80% in garanzia diretta e al 90% in riassicurazione, nuovi finanziamenti a 18 mesi meno un giorno di importo non superiore a 3 mila euro erogati da banche, intermediari finanziari previsti dall’art. 106 del decreto legislativo n. 385 del 1° settembre 1993 (Testo unico bancario) e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito e concessi a favore di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni assoggettati la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19 come da dichiarazione autocertificata ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000. In favore di tali soggetti beneficiari l’intervento del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese è concesso gratuitamente e senza valutazione;

Sia le banche che le finanziarie nulla sanno, non danno risposte. Gli impiegati, spesso contattati tramite il trasferimento di chiamata, perché lavorano da casa, dichiarano di non avere istruzioni.

Probabilmente alcuni ci proveranno, ma la stragrande maggioranza delle famiglie, in assenza dell’incasso dello stipendio mensile, si troverà in seri problemi.

Ribadisco:

i politici hanno perso il contatto con la realtà. Loro vivono in un limbo dorato fatto di privilegi, attenzioni straordinarie da parte degli erogatori di servizi e forniture, spesso hanno sportelli riservati e /o corsie preferenziali e non si rendono conto dei problemi ordinari del cittadino.

Non immaginano minimamente i problemi che si verificano di fronte a fatti straordinari come questi. Pertanto, non conoscendoli, non pensano minimamente a risolverli, semplificando le procedure o le direttive.

Siamo in una economia di guerra, servono provvedimenti straordinari, di immediata efficacia e non soggetti alla burocrazia, lenta e macchinosa.

Noti accademici e giornalisti famosi hanno commentato in questi giorni la complessità del decreto, addirittura composto di più parole dell’intera Costituzione italiana. Tra l’altro scritta con chiarezza e semplicità. Chiunque la legga capisce il contenuto.

Questo decreto è scritto in maniera complicata, troppo tecnica, pieno di riferimenti.

Di conseguenza aumenteranno, in danno del cittadino, gli errori di interpretazione.

Oggi è una necessità, specialmente nei provvedimenti connessi al c.d. “coronavirus”, perché riguardano tutta la popolazione, nessuno escluso, scrivere testi semplici e chiari, non soggetti alla libera interpretazione.

Si deve abbandonare l’uso di termini tecnici ed utilizzare il linguaggio pratico, quello parlato tutti i giorni dai cittadini. I concetti debbono essere chiari, comprensibili. Il lettore, in questo caso l’intera cittadinanza deve leggere e capire subito cosa è stato legiferato.

Aggiungo la necessità che i famosi decreti di attuazione, che hanno rinchiuso nel buio di un cassetto tante leggi invise al burocrate di turno, debbono esser immediati. Non possono trascorrere settimane perché un provvedimento di urgenza si trasformi in operatività.

Tutti si debbono ricordare che i beneficiari di queste Leggi o di questi Decreti Legge sono i cittadini: coloro che pagano lo stipendio a politici e burocrati.

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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