La priorità del governo: al danno non far seguire la beffa

I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni
Pubblicato il Marzo 24, 2020, 10:43 am
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Siamo in stato di necessità e di urgenza, meglio dire di guerra, ancorché solo chimica, e, giustamente, il Governo ha applicato l’art. 77 della Costituzione:

Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

Quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni

I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

Quindi la costituzione prevede che anche se le Camere sono sciolte si debbono riunire entro 5 giorni.

Le Camere adesso non sono sciolte e di conseguenza, senza indugio, si riuniscano per esaminare le molte correzioni, emendamenti, necessari al Decreto.

Saranno migliaia le proposte di modifica, non basteranno i 60 giorni concessi per la conversione e, probabilmente, il Governo presenterà la fiducia. Neanche penso che i provvedimenti del Parlamento riescano a tradurre in italiano semplice i tecnicismi che ingolfano il provvedimento

In questo momento il Governo è impegnato dal problema sanitario, ma sta sottovalutando il problema economico.

Che senso ha inserire nel decreto provvedimenti che a distanza di giorni sono inattuati:

  • l’INPS non ha emanato le disposizioni per accedere alla cassa integrazione sotto i cinque dipendenti
  • Gli avventizi agricoli e i professionisti non sanno come chiedere il contributo di € 600, ne sanno quando otterranno la somma
  • le banche non sospendono i prestiti alle aziende e non erogano nuova finanza

Quindi a breve avremo molti cittadini senza soldi, molti assegni protestati, molti imprenditori, loro malgrado insolventi e di conseguenza aziende chiuse, licenziamenti, locali sfitti.

Ma ci hanno preannunciato grossi investimenti!

Forse è il caso di essere pratici e guardare in faccia la realtà. E i politici, che beneficiano di una vita più agiata dei loro concittadini, hanno perso il senso della realtà.

Cerchiamo al danno di non far seguire la beffa.

Siamo in guerra, agiamo di conseguenza.

Faccio un elenco di quanto ritengo urgente:

Si debbono:

  1. sospendere i protesti di assegni e cambiali
  2. sospendere i pagamenti delle utenze
  3. sospendere tutte le scadenze fiscali, comprese quelle relativa agli avvisi bonari ora non citati
  4. sospendere i pagamenti dei contributi previdenziali
  5. erogare immediatamente i finanziamenti necessari alla sopravvivenza dei cittadini
  6. erogare i fondi alle aziende per compensare i mancati incassi e prevedere la restituzione in tempi lunghi, minimo 5 anni
  7. modificare i parametri della legge fallimentare per evitare una moria di aziende ed imprenditori
  8. sospendere le aste giudiziarie e gli sfratti, a qualsiasi titolo
  9. estendere anche agli uffici e ai capannoni i benefici di detrazione del 60%, ora previsto solo per negozi categoria C1

Ma tutte le iniziative che il governo intenderà realizzare debbono essere, categoricamente, operative il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. I burocrati lavorino in parallelo con i politici per redigere i regolamenti di attuazione ed emanare le disposizioni necessarie al personale per agire

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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