L’Europa ai tempi della pandemia

L’Europa occidentale in questo momento è considerata il centro della pandemia
Pubblicato il Marzo 14, 2020, 5:40 pm
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La Comunità Economica Europea nasce nel 1957 con la firma del trattato di Roma tra sei  paesi: Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. trattato di Maastricht nel 1992 ne dispose la trasformazione in Comunità Europea e la trasformazione i UE, unione europea. Con il Trattato di Lisbona del 2009 è stata assorbita dall’Unione europea Attualmente si compone di 27 nazioni.

L’unione Europea è un’organizzazione internazionale politica ed economica

Tra gli scopi della UE c’è quello di fornire alle popolazioni degli stati appartenenti un livello elevato di protezione e di miglioramento della qualità dell’ambiente, l’innalzamento del livello della qualità della vita, la coesione economica e sociale e la solidarietà tra gli Stati membri.

l bilancio è finanziato dalle «risorse proprie» dell’UE (vale a dire una percentuale del reddito nazionale lordo di ciascun paese dell’UE e una parte dei loro introiti da IVA, dazi doganali e altre imposte).

L’Italia da sempre membro del G7, organizzazione intergovernativa ed internazionale composta dai sette stati economicamente avanzati del pianeta, ha contribuito fortemente alla necessità della UE.

L’Italia risulta essere il terzo contribuente, alle spalle di Germania e Francia. Questi tre stati coprono oltre il 50% del bilancio

Secondo gli ultimi dati del 2017 l’Italia ha destinato al bilancio UE poco più di 12 miliardi di euro, pari al 12.64%, e ha ricevuto contributi per 9,75 miliardi, pari al 9,11% sulle sovvenzioni erogate.

In buona sostanza ha ricevuto meno sovvenzioni dei contributi versati, con uno sbilancio di 2.025 miliardi.

Per contro ci sono nazioni che hanno raccolto a mani basse le sovvenzioni europee:

l’Ungheria ha contribuito con  0.820 miliardi e ricevuto 4.049 miliardi, quasi 5 volte le somme versate.

Solamente 8 nazioni hanno ricevuto meno del versato. Su 27 stati maniera sensibile hanno beneficiato di questa differenza negativa i primi quattro contribuenti al bilancio europeo: Germani Francia Italia e Regno unito.

 

La Ue prevede d’intervenire anche in casi di disastri e problemi sanitari attraverso un “meccanismo di protezione civile”. Tra gli altri interventi questa protezione civile europea si è occupata di problemi legati ad epidemie nel 2014 per lo scoppio di Ebola nell’Africa occidentale e nel 2018, sempre per l’epidemia di ebola nella repubblica del Congo.

Dovrebbero avere un fornito magazzino di attrezzature salva vita e medicinali, oltre che uno staff sanitario di pronto intervento.

Quando verso la fine di febbraio in alcune zone dell’Italia si sono manifestati gravi problemi legati al corona virus perché non son intervenuti?

 

 

L’Europa occidentale in questo momento è considerata il centro della pandemia

l’Italia, la prima nazione occidentale colpita in maniera devastante, è uno stato che ha bisogno di solidarietà internazionale, attraverso aiuti tecnici, quali macchinari ed attrezzature, e l’autorizzazione ad usare le sue risorse finanziarie, in deroga a quanto imposto dalle regole UE.

Veder atterrare un aereo cinese carico di materiali sanitari, di medici specializzati e per  contro assistere alla chiusura delle frontiere, leggi Austria, al sarcasmo francese sulla pizza, alla totale assenza di assistenza da parte degli altri stati componenti l’Unione e alla totale mancanza di collaborazione degli organismi preposti induce a pensare seriamente se questa Unione è utile ai cittadini italiani.

Tra l’altro un organismo costoso che è in larga parte finanziato con le nostre risorse, forse meglio utilizzabili.

Quando la comunità è nata i fondatori erano solamente sei stati, tra le quali l’Italia, successivamente è stata ampliata, ma il grande sforzo finanziario si è realizzato, attraverso contribuzioni e finanziamenti agevolati,  dopo la caduta del muro di Berlino onde permettere ai paesi dell’est di integrarsi nel sistema europeo.

L’Italia che fa parte dei paesi più industrializzati del mondo, nella sua qualità di membro del G7,  era ed è un grosso contribuente della Unione europea:

la nostra nazione ha versato molti contributi e ha prelevato molto poco sia per un fatto di suddivisione dei benefici sia perché quei pochi che ci sono stati concessi non sono stati utilizzati, per ritardi e pastoie burocratiche.

Chi si è avvantaggiato nel modo più importante delle contribuzioni europee sono i cosiddetti paesi d’oltrecortina. Oggi le loro economie sono floride, non hanno grossi problemi di bilancio, come i nostri, e quindi sembrerebbe doveroso per un principio di equità, solidarietà e rispetto, che ci restituiscano, sotto forma di aumento dell’erogazione di contributi comunitari e autorizzando la deroga agli accordi di bilancio,  gli aiuti che all’epoca hanno ricevuto.

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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