Coronavirus e l’allarmante antiallarmismo del governo italiano che può essere fatale

Quando per evitare di dire la verità si mette a rischi l'intera popolazione italiana, ma poi perché?
Pubblicato il Febbraio 21, 2020, 3:35 pm
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Il coronavirus spaventa oppure no? O meglio, dovremmo spaventarci oppure no? La risposta è ovvia, si, dobbiamo aver paura per un semplice fatto, ci sono i morti e non c’è un vaccino,  e nascondersi dietro al fatto che i deceduti sono anziani o presentavano già delle patologie è da incoscienti e soprattutto è negare un’ evidenza chiara.

La notizia di oggi che sta rimbalzando su tutti i media è che ci sono dei contagiati in Lombardia a Codogno. Un uomo di 38 anni è ricorso alle cure del pronto soccorso dopo alcuni sintomi, da li dopo essere stato mandato a casa è stato ricoverato il 19 febbraio. Ovviamente l’uomo era stato in contatto con un altra persona appena tornata dalla Cina da cui avrebbe contratto il virus.

Cosa fare quando abbiamo di sintomi? Lo vogliamo dire sulle TV nazionali?

Due le domande da porsi, la prima come mai l’uomo che è arrivato dalla Cina non era in quarantena, due perché il contagiato è ricorso alle cure del pronto soccorso quando una delle profilassi da seguire è proprio non andare al pronto soccorso ma chiamare il 112.

Nel frattempo anche la moglie risulta essere positiva al coronavirus e anche altre 4 persone per un totale di sei ricoverati. Sono scattate subito le misure di sicurezza per capire quante persone sono venute a contatto con i contagiati, si parla di 70 al momento che sarebbero già in quarantena ma il sindaco in una dichiarazione ha sottolineato l’importanza di evitare di uscire di casa, a farla breve l’intero paese potrebbe essere messo in quarantena a breve.

Ma veniamo alle riflessioni di questa assurda vicenda. Prima di tutto il ritardo della Cina nel divulgare la presenza  e la diffusione di questo nuovo virus, parliamo di circa 55 giorni di silenzi, un po’ come Chernobyl. Ennesimo caso in cui un paese in cui vige un regime, comunista in questo caso, decida che non è importante avvertire gli altri paesi. La seconda analisi è capire perché i governanti del nostro paese, non prendendo in considerazione virologi e studiosi di fama mondiale. hanno continuato a dire, e continuano a farlo, che non ci deve essere allarmismo e che la situazione è sotto controllo.

I fatti di questa mattina purtroppo ci dicono l’esatto contrario che basta poco per provocare una pandemia in scala nazionale, oggi probabilmente non sappiamo quante persone sono entrate in contatto con le persone contagiate di Codogno e che a loro volta hanno avuto contatti con altre persone. Oggi occorre che il governo prenda una posizione definitiva in collaborazione con i luminari del settore per emettere un bollettino e una profilassi da tenere in caso di sintomi e che deve essere mandata in rotazione sulle reti nazionali.

Allarmismo? Direi proprio di no direi tutela, oggi sappiamo che se qualcuno ha dei sintomi non deve assolutamente andare al pronto soccorso per evitare di contagiare un numero di persone elevatissimo medici compresi. L’uomo di Codogno di fatto si è recato al pronto soccorso e ha di fatto reso indispensabile blindare l’intero ospedale e che da oggi non potrà ricevere nessun tipo di paziente. È dovere del governo far sapere come comportarsi e soprattutto che oggi non esiste ancora un vaccino per il coronoavirus, la Cina sta seguendo 5 strade percorribili ma che per rendere operativo un eventuale vaccino serviranno mesi di sperimentazione.

Chiudo con una domanda per gli antivaccinisti, gli antiallarmisti  e chi per loro, è o non è questa una emergenza medica di alto livello?

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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