Profili e pagine chiuse da Facebook, comportamento giusto o sbagliato?

Quando un ban può diventare uno strumento sbagliato che può modificare anche gli asset politici di un paese
Pubblicato il Settembre 14, 2019, 10:28 am
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L’ultima settimana è stata caratterizzata da diversi eventi ma con molta probabilità quello da analizzare dal punto di vista mediatico è senza dubbio il ban da parte di Facebook ai profili ufficiali di CasaPound, di Forza Nuova e ai profili personali degli esponenti politici ma anche di semplici simpatizzanti.

La rete si è logicamente subito divisa in chi pensa sia stato un errore e chi invece ha esultato per la vittoria ottenuta e che chiedeva da tempo. Di base le motivazione del social network, interrogato da diversi media, sul perché ha proceduto al ban di questi profili è l’odio razziale e il messaggio che questi profili comunicavano al pubblico.

Perché si deve ragionare e non esultare per questo ban di pagine e profili

Sicuramente due gli aspetti principali da analizzare, il primo è che la piattaforma Facebook ha un proprietario che di fondo può permettersi di fare quello che più gli aggrada, immaginate nel piccolo il proprietario di un piccolo forum, può decidere o no chi può o non può accedervi? Certo che lo può decidere, come può decidere di bannare e cancellare profili, di fondo chi decide è il proprietario. La seconda cosa però da analizzare è se questa regola vale per tutti i profili che fomentano l’odio, perché a quel punto le cose sarebbero ben diverse, è un po’ come il proprietario di casa che la scorsa settimana non voleva affittare ai meridionali, si fa tutta un erba un fascio?

Inoltre se una precisa fazione politica dice “appesi come a piazzale Loreto” non è anche questo fomentare odio e violenza? Meritano non meritano il ban a loro volta? E aggiungo se io sono un giornalista che scrivo un pezzo su CasaPound o Forza Nuova rischio il ban del profilo e della pagina del giornale? Direi che prima di esultare dovremmo ragionare su un argomento preciso, è questa una privazione della libertà di parola e anche di stampa? E se domani tutti coloro che hanno nelle bacheche il leader maximo, che per informazione ha fatto migliaia di morti a Cuba, rischia di essere bannato perché fomenta l’odio razziale come la mettiamo? E se scrivo un pezzo su Pinochet o Tito rischio il ban?

Ecco, è proprio questo il punto, perché il discorso non è il ban a CasaPound o Forza Nuova qui si deve ragionare su cosa potrà capitare nel prossimo futuro. Ricordiamo che oggi Facebook non è solo una piattaforma è uno strumento utilizzato da milioni di persone in tutto il mondo e che già in passato è stato in grado di dirottare alcune elezioni tramite le notizie diffuse al suo interno da professionisti del settore, davvero vogliamo dare un potere così grande ad un’ azienda?

In conclusione chi oggi esulta per la chiusura dei profili legati al fascismo potrebbe subire la stessa sorte domani con chi è legato al comunismo e che a sua volta ha fatto milioni di morti in diverse parti del mondo. Tutti i profili che hanno bandiere con la falce e martello lo sanno che quel simbolo è stato in passato un simbolo di morte? Riflettete, riflettiamo!

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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