Quando la morte diventa propaganda a tutti i costi

L'italiano è ormai un vegetale che pensa con la testa di chi ogni giorno ci propina una verità distorta per fini politici
Pubblicato il Luglio 27, 2019, 11:45 am
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Mai come in questo periodo l’italiano è succube di quello che chi ci governa vuole farci passare cercando di convincerci che c’è un nemico da qualche parte che vuole farci del male a tutti i costi.

I media contribuiscono giorno dopo giorno a creare questo clima di scontro

Media accondiscendenti che ogni giorno sulle prime pagine dei giornali lanciano fiumi di parole che vanno dall’odio contro tutto quello che è diverso e dalla parte opposta il buonismo a tutti i costi che vuole convincerci che c’è sempre una giustificazione a qualsiasi azione.

Le ultime in ordine di cronaca l’uccisione del vice brigadiere Mario Cerciello Rega e il rovesciamento di un barcone con oltre 100 vittime.

Leggendo alcuni commenti su quest’ultima tragedia in mare mi sono vergognato di quello che hanno scritto molti miei connazionali dimostrando una disumanità senza senso, ho sperato che magari fossero i classici profili fake che scrivono sotto gli articoli solo per creare caos.

Purtroppo la verità è che andando a vedere i profili di queste persone si scopre che è gente comune, mamme con bambini, persone anziane, ragazzini e studenti, persone che incontri al supermercato o in fila alla posta e capaci di scrivere frasi del tipo “e vai altro cibo per i pesci”!

L’apice lo abbiamo toccato con la vicenda del vice brigadiere accoltellato la scorsa notte da due giovani americani.

In un primo momento certa stampa ha subito sottolineato la frase “caccia a due nordafricani” enfatizzando il fatto che a commettere l’omicidio erano due immigrati entrati senza controlli con qualche barcone alimentando l’odio razziale esploso nelle ore successive sui social anzi su un social Facebook che diventato ormai strumento dove i frustrati del web trovano spazio e ci sguazzano come pesci in acqua.

Il rovescio della medaglia è avvenuto quando sono stati arrestati per l’omicido di Mario Cerciello Rega due ragazzi statunitensi.

Subito l’altra fazione, quella dei buonisti a tutti i costi ha cavalcato la notizia inondando il web con i “…e adesso come la mettiamo?”  In tutto questo c’è Mario, un uomo, un carabiniere, una persona, da quello che raccontano chi lo conosceva, con un cuore grande che ha dedicato la sua vita agli altri  che in questa storia è passato in secondo piano, è diventato l’oggetto del contendere tra le due fazioni.

Due fazione che ancora una volta hanno dimostrato quanto l’italiano nel corso degli anni è cambiato diventando non più un essere senziente con una testa ma una sorta di penna USB su cui scrivere dati, degli automi che pensano con la testa dei politicanti che giorno dopo giorno alimentano con fake news e notizie distorte la notizia, con l’aiuto di editori, giornalisti e giornalai che non scrivono più la verità ma quello che gli viene ordinato di scrivere.

È morto un uomo che stava svolgendo il proprio lavoro anche a favore della comunità, questo conta o non conta? Per una volta sarebbe il caso di evitare di scrivere sui social quello che vi passa nel cervello senza pensare a cosa state scrivendo. In questi casi occorre il rispetto per l’uomo, per la famiglia e per chi conosceva Mario.

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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