Greta Thunberg è un simbolo, chi c’è dietro? Non mi interessa!

Ognuno guarda il suo orticello e si preferisce parlare male chi non si uniforma alla massa e non con chi sta distruggendo il pianeta
Pubblicato il Aprile 19, 2019, 5:59 pm
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Ne stanno parlando tutti, dalle tv passando per i giornali cartacei per finire sulla bocca dei clienti dei bar, che ricordiamolo primo vero social network del nostro paese. Greta Thunberg è in Italia e dopo aver incontrato il papa ed essere stata ricevuta in senato oggi ha partecipato al Fridays For Future di Piazza del Popolo dove è intervenuta davanti a centinaia di persone.

Greta Thunberg ha fatto si che l’ambiente sia tornato nelle prime pagine dei giornali

Da quando Greta ha iniziato la sua protesta è stato un crescendo, passo dopo passo si è ricominciato a parlare di ambiente sui grandi media cosa che non accadeva da tempo.

C’è infatti un particolare che sfugge a molti è che quello che dice oggi Greta lo dicono da 30 anni esperti scienziati e metereologi di tutto il mondo ma che purtroppo difficilmente hanno trovato, salvo in rare occasioni, spazi in TV. Oggi Greta Thunberg ha fatto si che si sia tornati a parlare di ambiente e di problemi legati all’ambiente.

Oggi si sta nuovamente affrontando il problema e già solo questo è cosa buona e giusta. Ovvio che, come tutti i personaggi che si espongono a livello mediatico, ci sono chi la supporta e chi la denigra, capita e capiterà sempre; si parla che dietro Greta ci siano multinazionali, uomini d’affari, marketing, business, qualcuno ha anche detto Soros. La realtà è che chi oggi denigra dovrebbe invece preoccuparsi che entro il 2050 ci saranno oltre 200 milioni di persone che saranno costrette ad emigrare a causa dei cambiamenti climatici. Sottolineo “entro il 2050” e non “dal 2050” quindi da oggi in poi, un problema che da solo dovrebbe prendere il 50% delle prime pagine di tutti i giornali del mondo ad oltranza.

Oggi si preferisce trincerarsi dietro fantomatiche organizzazioni che guidano Greta Thunberg che iniziare ad informare bene su cosa si sta andando incontro. Non sarebbe il caso di dire che dietro ai grandi media ci sono grandi aziende che spesso sono tra le più “inquinatrici” del mondo e che non è loro interesse parlare di ambiente? Il petrolio, la plastica, i derivati del petrolio e migliaia e migliaia di prodotti che oggi stanno distruggendo il nostro pianeta per molti sono invece il pane quotidiano e  quindi è più facile andare contro Greta Thunberg che contro il “sistema”. Oggi si dovrebbe protestate contro i governi centrali fino alle piccole amministrazioni che fanno troppo poco per una mobilità green iniziando dai mezzi pubblici che non funzionano e alla mancanza di incentivi per chi vuole muoversi in bici. Ecco questo già sarebbe un passo avanti.

Certo se analizziamo il nostro paese, si dovrebbe partire magari dall’ ABC dell’essere civili che purtroppo abbiamo perso non si a bene in che anno. Vogliamo parlare delle biciclette che erano state messe a disposizione e che sono state puntualmente vandalizzate? Probabilmente qualche bookmakers inglese aveva anche quotato la scommessa. Vogliamo parlare che Gobee, Ofo e Mobike hanno deciso di lasciare l’Italia proprio per l’inciviltà delle persone?

Quindi oggi parliamo male di Greta Thunberg e scriviamo fiumi e fiumi di parole sui social su chi c’è dietro e su chi la manovra poi magari prima o poi ci renderemo conto che siamo ad un punto di non ritorno e che tante cose che oggi riteniamo superflue un domani saranno moneta sonante, vi ricordate il post apocalittico Mad Max? Bene, quanto siamo lontani da quella realtà secondo voi?

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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