Climate Strike, sciopero per il clima degli studenti: si, no… forse

Il clima cambierà la Terra e modificherà l'abitudine dell'essere umano ma con gravi conseguenze
Pubblicato il Marzo 14, 2019, 9:39 am
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In questi mesi il dibattito sul clima sembra essersi acceso anche se, diciamolo, tante chiacchiere e pochi fatti da parte dei governi. Qualche nazione, specialmente quelle a Nord dell’Europa, sembrano essere più sensibili ai cambiamenti climatici che, ricordiamolo, determineranno nei prossimi anni la vita degli essere umani.

Greta Thunberg e cosa ci insegna la ragazzina svedese

Tutti, a meno che non si vive in un altro pianeta, hanno sentito parlare di Greta Thunberg la ragazzina di 16 anni che da semplice studentessa è diventata leader di un movimento grazie alle sue pacifiche proteste. Proteste iniziate lo scorso anno dopo le ondate di calore che colpirono la Svezia durante la scorsa estate protestando  davanti al Riksdag a Stoccolma al grido di Skolstrejk för klimatet, Sciopero della scuola per il clima. La protesta, che doveva durare fino alle elezioni svedesi, è continuata ogni venerdì, fino al formarsi di un movimento, ormai famoso, il Fridays for future a cui hanno aderito anche altri studenti di diverse nazioni.

Gli studenti italiani sono pronti a manifestare per il clima oppure no?

Domani anche in Italia ci sarà la manifestazione Climate Strike per protestare contro il cambiamento climatico che sta subendo la terra e che determinerà nei prossimi anni diversi mutamenti atmosferici anche devastanti. Non è fatalismo ma semplice realtà confermata da molti esperti climatici di fama mondiale.

Per la manifestazione di domani sono attivi due hashtag con cui sarà possibile condividere foto e filmati delle 109 iniziative che si faranno nel nostro paese (#Fridaysforfuture e #Climatestrike).

Ma torniamo a noi e agli studenti nostrani, ho molta fiducia nei giovani ma e sottolineo ma a coloro che decideranno di manifestare domani vorrei consigliare una cosa fondamentale. Di base quando si aderisce ad una protesta, in questo caso pacifica, sarebbe il caso che si creda a quello che si sta facendo, manifestare contro i cambiamenti climatici prevede che ci sia un cambiamento prima di tutto personale altrimenti è soltanto l’ennesima occasione per saltare la scuola.

Combattere i cambiamenti climatici prevede una serie di accortezze che devono essere applicate alla vita di tutti i giorni prima di tutto. Se non avete capito questo non manifestate, non scendete in piazza perché state prendendo in giro chi invece ci crede e soprattutto state prendendo in giro voi stessi. Scendere in piazza senza aderire completamente al cambiamento solo per dire io c’ero non serve. Se volete essere anche voi delle “Greta Thunberg” allora fate in modo che il governo vi dia retta e soprattutto che siano le vostre abitudini a cambiare per prime. Risparmio energetico, inquinamento, differenziata, alimentazione sono solo la punta dell’iceberg ma che devono essere prese seriamente e non solo per moda.

Se seguite già queste regole allora manifestate per far si che anche gli adulti comincino a cambiare e ad essere consapevoli che il futuro dipende da quello che facciamo oggi. Si parla tanto di migranti e di immigrazione ma nessuno ha ancora posto l’attenzione sul prossimo futuro. Da stime effettuate entro il 2050 ci saranno oltre 200 milioni di migranti climatici a causa delle alte temperature che renderanno invivibili diverse zone della terra, non vi sembra questo un buon motivo per iniziare a cambiare?

L’erosione della costa, un monito che ci da un avvertimento importante, vogliamo ascoltarlo?

La terra vive di equilibri delicati e già in molte nazioni l’erosione della costa sta modificando l’aspetto di intere città. Anche in Italia in molte regioni l’erosione sta mettendo in ginocchio l’economia locale, il Lazio ne è una prova anche se l’ignoranza dell’essere umano non vuole ammettere che a monte ci sono i cambiamenti climatici che stanno modificando i mari. Come sempre si punta il dito sulle amministrazioni precedenti mai invece su cosa l’uomo ha costruito magari prendendosi più del dovuto, va ricordato il detto “il mare si riprende, sempre, quello che gli viene rubato”, ma mai l’ignoranza e l’incuria dell’uomo che anzi sarà sempre pronto a puntare il dito verso gli altri e mai contro se stesso, di fondo la colpa è sempre di qualcun altro!

 

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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