Perché è giusto stabilire dove spendere il Reddito di Cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza non è un bonus per acquistare il superfluo ma quello che serve in una famiglia
Pubblicato il Ottobre 29, 2018, 11:15 am
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La questione del reddito di cittadinanza ha gettato il caos sul web. Prima, delle questioni politiche, si discuteva nei bar, in piazza, sul posto di lavoro, o nelle domeniche in famiglia. Oggi, invece, è sul web che si concentrano tutte le discussioni più “calde”. È sicuramente cambiato il modo di reagire a una notizia. È cambiato anche il modo di porsi con l’altro, con chi, magari, ha una linea politica diversa dalla nostra. In poche parole, le persone, oggi, si odiano in base all’appartenenza politica.

Così, capita che una semplice discussione si trasformi in qualcos’altro, un pretesto per dare sfoggio dei propri pensieri in modo non del tutto gentile. Ed è il caso di analizzare approfonditamente la questione del reddito di cittadinanza. Di Maio e il Movimento 5 Stelle hanno posto dei paletti: coloro che usufruiranno del reddito di cittadinanza potranno spenderlo solo in determinati negozi. Ciò significa che si possono acquistare generi di prima necessità, come il cibo, le medicine, i prodotti per la casa.

Un occhio critico sulle spese del Reddito di Cittadinanza, per evitare che si possa spendere in cose futili

Insomma, spese che possono mettere in difficoltà il bilancio familiare. Sono vietate, invece, spese non necessarie, come l’acquisto di sigarette, di gratta e vinci, di telefonia. E, alla fine, ha anche un senso, perché se una famiglia è in difficoltà, è il cibo in tavola che deve mettere e  non certamente l’iPhone di ultimo modello.

Tuttavia, è il contorno che è poi sfociato in risatine e battute, ma anche in preoccupazioni non del tutto sbagliate: il bancomat del Reddito di Cittadinanza viene monitorato. Ciò significa che se lo Stato vede una spesa particolare, può decidere di indagare e di perseguire la persona che ha speso “male” il reddito di cittadinanza. Per quanto sia in parte “giusto”, per prevenire sprechi, d’altro canto è abbastanza inquietante, perché significa che chi avrà il reddito sarà costantemente monitorato, e se nel caso l’esperimento dovesse funzionare, e qui facciamo un po’ di fantapolitca, chissà se il controllo totale possa essere applicato a tutti.  Insomma, il Grande Fratello di Orwell lo stiamo vivendo ed è il domani.

 

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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