Come sta cambiando l’Italia negli ultimi anni: l’analfabetismo funzionale

Non leggiamo più, non ci informiamo più e Facebook è la sola ed unica verità. C'è da preoccuparsi enormemente
Pubblicato il Ottobre 15, 2018, 10:36 am
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Quante volte abbiamo sentito utilizzare questa parola? Quante volte l’abbiamo letta in giro? Ma che cosa significa e perché abbiamo dovuto cominciare a usarla? La definizione di analfabeta funzionale è abbastanza semplice: una persona che non è in grado di usare le abilità di lettura, di calcolo e di scrittura.

Chi è l’analfabeta funzionale e perché sta rovinando l’Italia

È l’Unesco a darci la definizione esatta dal 1984: la condizione di una persona incapace di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere da testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una sorta di scolarizzazione medio-bassa. Invece di accrescere il nostro livello culturale, lo stiamo drasticamente abbassando. Significa che le persone leggono di meno,  1 su 4 acquista un libro al mese, e non ci stiamo informando abbastanza sui fatti e gli eventi che accadono ogni giorno in Italia e, se lo facciamo, lo facciamo in modo approssimativo. Ed è questo il vero male degli italiani.

Informarsi in modo approssimativo e credere alle fake news

Tutto ciò che ci scorre davanti agli occhi, lo prendiamo per vero. Non dubitiamo, come facevano nel passato, della sua verità. Gli antichi erano abituati, per natura o per curiosità, a dubitare di tutto: la Terra è ferma o gira? Esistono davvero il paradiso o l’inferno? Proprio per citare alcuni dei dilemmi dell’umanità a livello filosofico.

Questo continuo dubitare, porsi domande ha portato a delle affermazioni precise.

Oggi, invece, l’analfabeta funzionale crede a ogni notizia, senza mai metterla in discussione: gli immigrati ci rubano il lavoro, percepiscono 35 euro al giorno, i gay sono deviati e non parliamo di quello che accade in politica altrimenti non basterebbe un articolo.

Si è perso il senso di informarsi, di leggere, di acquisire la cultura. I danni sono evidenti a tutti: pare che l’Italia sia al primo posto per la disinformazione e per la descolarizzazione. Meditate…

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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