Politici che millantano titoli mai presi, nuova moda o vecchie abitudini?

Una vecchia abitudine o un nuovo modo di fare politica? Questa la domanda da farsi
Pubblicato il Settembre 20, 2018, 4:30 pm
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La furbata di millantare titoli accademici o similari inesistenti, specialmente in politica, non è più un fatto occasionale, ma troppo frequente. Ricorrere a titoli mai acquisiti, esagerare i propri meriti e le proprie competenze per presentare le proprie qualifiche sta diventando frequente e spesso i titoli dichiarati nel curriculum vitae non risultano essere veritieri.

Anni fa, in piena campagna elettorale, fu un noto giornalista, candidato capolista di un nuovo movimento, a doversi ritirare perché i titoli da lui elencati, dopo attente verifiche, risultavano mai rilasciati.

In questi giorni anche personaggi, per così dire minori, del nuovo governo hanno presentato nel curriculum titoli inesistenti.

La notizia si è persa nelle pagine interne a differenza di quello di Gaetano Intrieri, inserito dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti tra gli esperti della struttura di missione, con l’incarico di valutare costi-benefici delle grandi opere.

La decisione del ministro è stata da molti contestata perché il consulente è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per il fallimento di una compagna aerea e il curriculum depositato presso il ministero sembra essere pieno di inesattezze, di titoli o qualifiche, che non trovano riscontro presso gli enti o le università che avrebbero rilasciato il diploma o un titolo equipollente. Va subito chiarito che il signor Intrieri non ha mai nascosto a nessuno di essere stato condannato per bancarotta e non hai mai fornito informazioni sull’eventuale richiesta di riabilitazione. Se non fosse per l’intransigenza applicata negli ultimi anni dai grillini verso condannati o indagati l’incarico al signor Intrieri non avrebbe suscitato tante polemiche.

Dichiararsi professore presso l’università di Tor Vergata, dichiarare di aver svolto un master al MIT, il prestigioso Massachusetts Institute of Technology, con professore il premio Nobel Franco Modigliani, ma sbagliare il suo nome, lo ha chiamato Pietro,  nel curriculum, dichiarare di aver lavorato per 8 anni presso una società di consulenza di livello mondiale sono gravi stupidaggini. Artifizi che producono vantaggi  di breve durata. Oggi con l’avvento di Internet, delle mail, verificare una notizia impiega pochi minuti di tempo. E non mancano coloro che per professione, o per diletto, si impegnano a smascherare i falsi dichiarati dai millantatori.

Nella sua lettera di difesa, inviata al direttore del quotidiano La Verità di Maurizio Belpietro, il signor Intrieri invita i giornalisti ad effettuare una ricerca presso il ministero dei trasporti dove scoprirebbero personaggi con posizioni “ben più importanti” che si sono inventate lauree mai prese. Val più la pratica della grammatica, dice il proverbio, ma non si applica nel settore della pubblica amministrazione.

Di conseguenza la domanda sorge spontanea:

i dipendenti pubblici sono assunti per concorso, quindi: chi ha verificato i titoli dei candidati e predisposto la graduatoria, magari escludendo dall’incarico persone titolate, ma evidentemente poco furbe e/o non raccomandate?

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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