Manipolano, deviano e creano scompiglio, sono i troll: prima li riconosci prima li eviti

Un utente che si finge altro e crea fake news e cerca l'attacco per poi manipolare la massa dei social
Pubblicato il Settembre 01, 2018, 10:09 am
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Oggi sentiamo parlare molto spesso di troll, c’è chi utilizza questa parola senza sapere effettivamente di cosa si sta parlando.

Per chi come me viene dal mondo fantasy quando ho sentito parlare di troll per la prima volta ho pensato a qualche nuovo romanzo postumo di Tolkien per venire poi a scoprire che il termine era associato ad un comportamento preciso di alcuni utenti della rete.

Il Troll del web è colui che si spaccia per un’altra persona creando identità finte per creare scompiglio, in parole povere un attaccabrighe digitale. Sono finti utenti che utilizzano i social network intervenendo in discussioni su gruppi e pagine andando nettamente controcorrente per scatenare l’ira degli utenti veri.
Possiamo dire che oggi è quasi una tecnica di “comunicazione” vera e propria, più un argomento rimane vivo sui social più c’è visibilità. Alcuni esperti del settore hanno calcolato che 100 utenti troll possono far cambiare idea a migliaia di persone.

Abbiamo avuto a che fare con i troll anche ultimamente con gli scandali legati a Cambridge Analytica e Facebook, ma anche alle elezioni americane deviate da migliaia di utenti fake che operavano sui social network.

Un “sistema” che per tanti può sembrare innocuo ma che in realtà non lo è, abbiamo assistito a manipolazioni politiche in paesi sovrani da parte di altri stati e questa è una cosa molto grave, personalmente la definisco la nuova guerra mondiale fatta senza spargere una goccia di sangue ma utilizzando esclusivamente l’opinione pubblica deviata da utenti che nella realtà non esistono.

In Italia i troll non ce li facciamo mancare, leggiamo di continuo post di account fasulli che dopo aver creato il panico per un paio di mezze giornate con post condivisi da migliaia di persone scandalizzate, poi, in brevissimo tempo, chiudono il profilo e arrivederci. Spesso sono profili che incitano all’odio legati a fazioni politiche, sinistra, destra è uguale basta che si faccia caos. Uno degli ultimi esempi è di un account che ora non è più attivo che tuonava “Il lato positivo dell’hashtag  #isotconsalvini è che sarà d’aiuto per stanare la feccia da appendere per le caviglie quando ripuliremo l’Italia. Mica come l’ultima volta…” Ecco questo tipo di messaggio è proprio quello in cui sguazza il troll, fomentare e far si che in pochissimo tempo si parli di quel determinato argomento. In questo modo si crea il tarlo nella mente dell’individuo si crea una piccola crepa che manipola la maggior parte degli utenti medi.

Poi ci sono ovviamente i troll che non sono troll coloro che hanno account reali che scrivono sui social frasi quasi da arresto per poi pentirsene e fare le smentite.Io chiamo questi personaggi “non sapevo di essere un troll” per molti sono i famosissimi leoni da tastiera. Ce ne sono molti purtroppo anche nella classe politica che si presume dovrebbe essere al di sopra di certe cose e che invece ogni volta ci casca con tutti i piedi. Persino scrittori famosi che vivono in America finiscono per trollarsi da soli con dichiarazioni e tweet che veramente non hanno senso se non quello di ricadere su chi lo ha scritto ottenendo l’effetto contrario. Ricordiamo gli infelici Tweet di Claudia Gerini sui Taxi, o quella di Goupalia che scriveva “Paura del terremoto? Molliamo tutto e scappiamo a Santo Domingo”

E quindi cosa si fa per evitare che un utente faccia la fine della pallina di un flipper? Riconoscere, informarsi e andare alla caccia della verità. Abbiamo un potenzialità enorme oggi sono i motori di ricerca, utilizziamoli e cerchiamo di verificare le fonti, da dove arrivano e chi le manda in giro, solo in questo modo non saremo più manipolabili ma torneremo ad utilizzare il nostro cervello come lo si faceva prima.

 

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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