L’ipocrisia è un compito ventiquattr’ore su ventiquattro

Pensare che ad oggi si debbano fare le cose solo a fatto accaduto non è un progetto per un futuro roseo
Pubblicato il Agosto 31, 2018, 9:30 am
2 mins

Essere ipocriti in Italia sembra essere diventato un requisito di cittadinanza. Si legge sui giornali che uno spacciatore viene rilasciato perché, in qualche modo, deve pur mantenersi e guarda caso lo fa spacciando!
Sulla questione del Ponte Morandi, dopo 43 vittime e giorni di contestazione verso chi ha agito non nell’interesse della cosa pubblica spunta una lettera che sarebbe stata inviata e che nessuno avrebbe preso in considerazione dove si diceva della necessità di intervenire per verifiche ed interventi di messa in sicurezza.

Da quel maledetto giorno su centinaia di ponti vengo avviate verifiche e lavori di manutenzione straordinaria. Siamo sicuri che interessi la sicurezza oppure è il solito orpello per affidare lavori in somma urgenza senza indire una gara di appalto europea?

L’ipocrisia è uno specchio dove l’Italia di oggi si riflette in pieno non solo nella politica ma anche nella vita quotidiana

Ultimo e non ultimo in termini di ipocrisia il caso Diciotti. Sappiamo che l’immigrato senza documenti è definito clandestino o più semplicemente immigrazione clandestina. Bene, il ministro Salvini e qualche collaboratore vengono indagati per una serie “x” di reati ma il colpo di scena è il PM che chiede di verificare i nominativi per farli costituire come “persone offese” contro Salvini stesso.
Ma davvero sono solo loro le persone offese! A me girano le scatole di tutte queste boiate ed a voi?

È mai possibile che oggi su ogni cosa che accade c’è sempre quello che deve fare i paragoni con i tempi passati? Immigrazione? Eh ma anche noi italiani lo abbiamo fatto… Ponti? Eh ma quelli costruiti dai romani non crollano, Strade dissestate? Eh ma ai tempi del duce… Allora possiamo anche aggiungere preti pedofili? Si può fare perché vescovi, cardinali e papi lo hanno fato per 500 anni. Ma di cosa parliamo? Siamo nel 2018 ed è fondamentale che oggi si ragioni con la testa ad oggi anzi, con la testa verso il futuro perché quello che si fa oggi lo facciamo per le generazioni future.

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

Leave a Reply

  • (non pubblicata)