Flat Tax e reddito di cittadinanza, due contraddizioni che non vanno d’accordo

La flat tax e il reddito di cittadinanza sono due contraddizioni, lo stato dovrebbe prendere due decisioni contrastanti in termini di entrate ed uscite
Pubblicato il Agosto 06, 2018, 4:21 pm
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Flat tax e reddito di cittadinanza, ogni giorno non si parla d’ altro. Giornali, televisioni, media ci informano di continuo sullo stato di avanzamento dei lavori del governo su questi due progetti, sbandierati in campagna elettorale dalle due forze politiche ora al governo.

Semplifico i concetti

  • flat tax uguale diminuzione delle aliquote fiscali,
  • reddito di cittadinanza uguale garanzia di una somma mensile necessaria al sostentamento vitale ai cittadini privi di redditi

sono due contraddizioni, perché lo stato dovrebbe prendere due decisioni contrastanti in termini di entrate ed uscite: diminuire le tasse comporta minori entrate, aumentare le spese prevede maggiori costi.
Semplice da attuare se il nostro fosse un paese ricco, con pozzi petroliferi funzionati ed assenza di debito, ma l’Italia non ha pozzi di petrolio ed i debiti accumulati nei decenni sono tanti.
Debiti costosi perché finanziati da terzi, siano essi privati risparmiatori, banche o finanziarie.

Il costo dei finanziamenti varia a secondo la capacità di restituzione del debitore.

Ogni qualvolta un privato o un’azienda chiede un prestito si valuta il rating. Se sei stato puntuale e rispettoso dei contratti relativi a precedenti operazioni bancarie meriti nuovo credito a buone condizioni, in caso contrario tassi più alti o negazione del credito.

Lo stesso accade per una nazione: gli investitori valutano le capacità di restituzione e le politiche finanziarie e sulla base di queste informazioni quotano il costo del denaro e i tassi d’interesse.
Lo strumento usato, più noto, è lo spread, che misura in tempo reale le valutazioni del mercato e le trasforma in tasso d’interesse. Se sei giudicato a rischio il denaro ti costa di più.

L’Italia è giudicata a rischio e paga tassi alti, che tra l’altro in questi giorni sono in crescita.
Diminuire le tasse e distribuire il reddito di cittadinanza prevede un grosso sforzo in termini di politica economica nazionale e la contestuale razionalizzazione delle spese.

Servirà un lungo lavoro da parte di chi governa

Predisporre un progetto cosi importante prevede un lungo lavoro preparatorio: bisogna non creare nuovi debiti e ridurre quelli esistenti che lievitano giornalmente per l’aumento del costo del denaro, aumentare le entrate e ridurre le spese.
Se i mercati e gli investitori, riterranno questo progetto attuabile, probabile, realizzabile, la nazione otterrà fiducia, quindi minori costi del denaro, maggiori disponibilità di cassa, e possibilità di ulteriori accesso al credito per finanziare nuovi investimenti, che si traduce in lavoro.
Il pensiero di realizzare una transumanza dei fondi da una parte all’altra, togliere da una parte e distribuire dall’altra, fa drizzare i capelli e sarebbe sicuramente foriero di sventure.
La nostra economia zoppica  da anni, la crisi mondiale e non solo ci hanno fatto e ci fanno vivere un particolare e lungo momento di difficoltà. Servono decisioni serie, scelte politiche coraggiose, ma costruttive e lungimiranti, non mere promesse elettorali.

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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