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Il Bertuzzino
Sempre valido il detto oggi a me domani a te
Chi esulta non capisce la pericolosità di questo gesto
Il ban di un profilo è giusto o sbagliato? Dipende da molti fattori, di fatto se riguarda una fazione politica rispetto ad un' altra sicuramente si sta agendo su equilibri politici che possono creare più danni che benefici.
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L’ultima settimana è stata caratterizzata da diversi eventi ma con molta probabilità quello da analizzare dal punto di vista mediatico è senza dubbio il ban da parte di Facebook ai profili ufficiali di CasaPound, di Forza Nuova e ai profili personali degli esponenti politici ma anche di semplici simpatizzanti.

La rete si è logicamente subito divisa in chi pensa sia stato un errore e chi invece ha esultato per la vittoria ottenuta e che chiedeva da tempo. Di base le motivazione del social network, interrogato da diversi media, sul perché ha proceduto al ban di questi profili è l’odio razziale e il messaggio che questi profili comunicavano al pubblico.

Perché si deve ragionare e non esultare per questo ban di pagine e profili

Sicuramente due gli aspetti principali da analizzare, il primo è che la piattaforma Facebook ha un proprietario che di fondo può permettersi di fare quello che più gli aggrada, immaginate nel piccolo il proprietario di un piccolo forum, può decidere o no chi può o non può accedervi? Certo che lo può decidere, come può decidere di bannare e cancellare profili, di fondo chi decide è il proprietario. La seconda cosa però da analizzare è se questa regola vale per tutti i profili che fomentano l’odio, perché a quel punto le cose sarebbero ben diverse, è un po’ come il proprietario di casa che la scorsa settimana non voleva affittare ai meridionali, si fa tutta un erba un fascio?

Inoltre se una precisa fazione politica dice “appesi come a piazzale Loreto” non è anche questo…

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L'essere umano è come un virus diceva un famoso film che ha fatto la storia della cinematografia, e come dargli torto? Noi sfruttiamo, usiamo, distruggiamo per poi lamentarsi che si vive male senza rendersi conto che siamo noi gli artefici di tutto

In questi mesi il dibattito sul clima sembra essersi acceso anche se, diciamolo, tante chiacchiere e pochi fatti da parte dei governi. Qualche nazione, specialmente quelle a Nord dell’Europa, sembrano essere più sensibili ai cambiamenti climatici che, ricordiamolo, determineranno nei prossimi anni la vita degli essere umani.

Greta Thunberg e cosa ci insegna la ragazzina svedese

Tutti, a meno che non si vive in un altro pianeta, hanno sentito parlare di Greta Thunberg la ragazzina di 16 anni che da semplice studentessa è diventata leader di un movimento grazie alle sue pacifiche proteste. Proteste iniziate lo scorso anno dopo le ondate di calore che colpirono la Svezia durante la scorsa estate protestando  davanti al Riksdag a Stoccolma al grido di Skolstrejk för klimatet, Sciopero della scuola per il clima. La protesta, che doveva durare fino alle elezioni svedesi, è continuata ogni venerdì, fino al formarsi di un movimento, ormai famoso, il Fridays for future a cui hanno aderito anche altri studenti di diverse nazioni.

Gli studenti italiani sono pronti a manifestare per il clima oppure no?

Domani anche in Italia ci sarà la manifestazione Climate Strike per protestare contro il cambiamento climatico che sta subendo la terra e che determinerà nei prossimi anni…

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Di Il Bertuzzino Published on Apr 19, 2019
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Oggi si parla male di Greta Thumberg perché non fa comodo a nessuno parlare el vero problema mondiale che è l'inquinamento che sta distruggendo il pianeta

Ne stanno parlando tutti, dalle tv passando per i giornali cartacei per finire sulla bocca dei clienti dei bar, che ricordiamolo primo vero social network del nostro paese. Greta Thunberg è in Italia e dopo aver incontrato il papa ed essere stata ricevuta in senato oggi ha partecipato al Fridays For Future di Piazza del Popolo dove è intervenuta davanti a centinaia di persone.

Greta Thunberg ha fatto si che l’ambiente sia tornato nelle prime pagine dei giornali

Da quando Greta ha iniziato la sua protesta è stato un crescendo, passo dopo passo si è ricominciato a parlare di ambiente sui grandi media cosa che non accadeva da tempo.

C’è infatti un particolare che sfugge a molti è che quello che dice oggi Greta lo dicono da 30 anni esperti scienziati e metereologi di tutto il mondo ma che purtroppo difficilmente hanno trovato, salvo in rare occasioni, spazi in TV. Oggi Greta Thunberg ha fatto si che si sia tornati a parlare di ambiente e di problemi legati all’ambiente.

Oggi si sta nuovamente affrontando il problema e già solo questo è cosa buona e giusta. Ovvio che, come tutti i personaggi che si espongono a livello mediatico, ci sono chi la supporta e chi la denigra, capita e capiterà sempre; si parla che dietro Greta ci siano multinazionali, uomini d’affari, marketing, business, qualcuno ha anche detto Soros. La realtà è che chi oggi…

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La finale di Supercoppa italiana è stata vinta dalla Juventus. Una vittoria che, come spesso capita dopo i successi della vecchia signora dopo gli scontri con le connazionali, ha creato non poche polemiche. Non il successo in se bensì il come è nato che ha indignato i tifosi non solo rossoneri.

La finale di Supercoppa italiana è stata vinta dalla Juventus. Una vittoria che, come spesso capita dopo i successi della vecchia signora dopo gli scontri con le connazionali, ha creato non poche polemiche. Non il successo in se bensì il come è nato che ha indignato i tifosi non solo rossoneri.

Agli occhi non solo del sottoscritto è apparsa non una sfida sportiva ma una farsa. Perché? La gestione arbitrale ha indirizzato, non poco, l’esito del match.

Al 33’ Cutrone, in linea con Alex Sandro, viene fermato per fuorigioco; di solito si lascia correre l’azione per poi, eventualmente, grazie alla Var, correggere l’esito sbagliato. Al 44’ Pjanic a gambe unite fa un fallaccio su Calhanoglu, ma viene sanzionato solo con il cartellino giallo; poco dopo rimane immune per un fallaccio sul rossonero Castillejo.
Al 72’ Matuidi entra duro, con il piede destro a martello sulla caviglia destra del povero Calabria, ma per l’arbitro Banti non è successo nulla di grave; sciocchezza di caffè…Ma al 74’ Kessie viene espulso grazie all’intervento della Var; non è apparsa neanche la smorfia di dolore su Douglas Costa che subito il premuroso Banti consulta la Var per espellere, giustamente, il centrocampista rossonero. Orbene, se è giusta l’espulsione al 74’, perché per la stessa tipologia di fallo, commesso appena due minuti prima, la premura del Banti ha dormito? A pensar male si fa peccato, però…

La tristezza, però, ancora deve manifestarsi interamente, perché per poterla vedere nella sua amarezza, bisogna aspettare il minuto 86’: il bianconero Emre Can scivola e prende in pieno Conti, che cade a terra in area. Il premuroso Banti cosa fa? Vuole consultare dapprima la Var per fischiare un rigore…

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