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Il Bertuzzino
Il crocefisso perché ci deve stare
Il ridicolo del cristiano non praticante
Siamo nel ridicolo e nel paradosso! Si al crocefisso nelle scuole perché è una tradizione, e c'è chi ne è pienamente convinto mettendo sullo stesso piano il pollo con i peperoni il 15 di agosto e il credo cristiano.
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È lotta a tutto campo per i crocefissi nelle scuole, da ogni parte arrivano anatemi per chi toglierà o non metterà questo simbolo sacro nelle aule scolastiche. Ebbene si simbolo sacro, forse a qualcuno è sfuggito questo piccolo dettaglio, perché anche in questo caso si usa un simbolo, che ha un significato importante per milioni di persone, per dire “no” alle diversità.

La fede è cosa seria non tradizione italiana

Scindiamo le due cose, il crocefisso è il simbolo del sacrificio di Cristo, è un simbolo sacro per milioni di persone che credono nella religione cristiana e seguono gli insegnamenti della chiesa. Utilizzarlo come simbolo invece di un’ italianità identitaria non solo è enormemente sbagliato ma è palesemente irrispettoso verso la religione.

Non entro nel dettaglio della politica perché è ovvio che si sta utilizzando il crocefisso come propaganda e infatti le migliaia di condivisioni sui social network dell’italiano medio che dice “vieni nel mio paese devi accettare la mia religione” è diventato un tranding topic da una settimana circa.

Mi piacerebbe dialogare con tutti coloro che si sentono sconvolti del fatto che un aula possa non avere un crocefisso appeso, Iniziando dalla loro conoscenza della religione cristiana, dalla frequentazione della loro parrocchia, della loro carità cristiana, degli insegnamenti dei comandamenti e di quel mistero della fede pilastro della chiesa cattolica. Un po’ come coloro che fanno i battesimi perché sono cristiani e poi “dimenticano” la parrocchia fino alla comunione! Una domanda vorrei fare, battesimo, comunione, cresima e matrimonio perché li fate?

E non dite per tradizione che qui…

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L'essere umano è come un virus diceva un famoso film che ha fatto la storia della cinematografia, e come dargli torto? Noi sfruttiamo, usiamo, distruggiamo per poi lamentarsi che si vive male senza rendersi conto che siamo noi gli artefici di tutto

In questi mesi il dibattito sul clima sembra essersi acceso anche se, diciamolo, tante chiacchiere e pochi fatti da parte dei governi. Qualche nazione, specialmente quelle a Nord dell’Europa, sembrano essere più sensibili ai cambiamenti climatici che, ricordiamolo, determineranno nei prossimi anni la vita degli essere umani.

Greta Thunberg e cosa ci insegna la ragazzina svedese

Tutti, a meno che non si vive in un altro pianeta, hanno sentito parlare di Greta Thunberg la ragazzina di 16 anni che da semplice studentessa è diventata leader di un movimento grazie alle sue pacifiche proteste. Proteste iniziate lo scorso anno dopo le ondate di calore che colpirono la Svezia durante la scorsa estate protestando  davanti al Riksdag a Stoccolma al grido di Skolstrejk för klimatet, Sciopero della scuola per il clima. La protesta, che doveva durare fino alle elezioni svedesi, è continuata ogni venerdì, fino al formarsi di un movimento, ormai famoso, il Fridays for future a cui hanno aderito anche altri studenti di diverse nazioni.

Gli studenti italiani sono pronti a manifestare per il clima oppure no?

Domani anche in Italia ci sarà la manifestazione Climate Strike per protestare contro il cambiamento climatico che sta subendo la terra e che determinerà nei prossimi anni…

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Di Il Bertuzzino Published on Apr 19, 2019
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Il Bertuzzino
Oggi si parla male di Greta Thumberg perché non fa comodo a nessuno parlare el vero problema mondiale che è l'inquinamento che sta distruggendo il pianeta

Ne stanno parlando tutti, dalle tv passando per i giornali cartacei per finire sulla bocca dei clienti dei bar, che ricordiamolo primo vero social network del nostro paese. Greta Thunberg è in Italia e dopo aver incontrato il papa ed essere stata ricevuta in senato oggi ha partecipato al Fridays For Future di Piazza del Popolo dove è intervenuta davanti a centinaia di persone.

Greta Thunberg ha fatto si che l’ambiente sia tornato nelle prime pagine dei giornali

Da quando Greta ha iniziato la sua protesta è stato un crescendo, passo dopo passo si è ricominciato a parlare di ambiente sui grandi media cosa che non accadeva da tempo.

C’è infatti un particolare che sfugge a molti è che quello che dice oggi Greta lo dicono da 30 anni esperti scienziati e metereologi di tutto il mondo ma che purtroppo difficilmente hanno trovato, salvo in rare occasioni, spazi in TV. Oggi Greta Thunberg ha fatto si che si sia tornati a parlare di ambiente e di problemi legati all’ambiente.

Oggi si sta nuovamente affrontando il problema e già solo questo è cosa buona e giusta. Ovvio che, come tutti i personaggi che si espongono a livello mediatico, ci sono chi la supporta e chi la denigra, capita e capiterà sempre; si parla che dietro Greta ci siano multinazionali, uomini d’affari, marketing, business, qualcuno ha anche detto Soros. La realtà è che chi oggi…

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La finale di Supercoppa italiana è stata vinta dalla Juventus. Una vittoria che, come spesso capita dopo i successi della vecchia signora dopo gli scontri con le connazionali, ha creato non poche polemiche. Non il successo in se bensì il come è nato che ha indignato i tifosi non solo rossoneri.

La finale di Supercoppa italiana è stata vinta dalla Juventus. Una vittoria che, come spesso capita dopo i successi della vecchia signora dopo gli scontri con le connazionali, ha creato non poche polemiche. Non il successo in se bensì il come è nato che ha indignato i tifosi non solo rossoneri.

Agli occhi non solo del sottoscritto è apparsa non una sfida sportiva ma una farsa. Perché? La gestione arbitrale ha indirizzato, non poco, l’esito del match.

Al 33’ Cutrone, in linea con Alex Sandro, viene fermato per fuorigioco; di solito si lascia correre l’azione per poi, eventualmente, grazie alla Var, correggere l’esito sbagliato. Al 44’ Pjanic a gambe unite fa un fallaccio su Calhanoglu, ma viene sanzionato solo con il cartellino giallo; poco dopo rimane immune per un fallaccio sul rossonero Castillejo.
Al 72’ Matuidi entra duro, con il piede destro a martello sulla caviglia destra del povero Calabria, ma per l’arbitro Banti non è successo nulla di grave; sciocchezza di caffè…Ma al 74’ Kessie viene espulso grazie all’intervento della Var; non è apparsa neanche la smorfia di dolore su Douglas Costa che subito il premuroso Banti consulta la Var per espellere, giustamente, il centrocampista rossonero. Orbene, se è giusta l’espulsione al 74’, perché per la stessa tipologia di fallo, commesso appena due minuti prima, la premura del Banti ha dormito? A pensar male si fa peccato, però…

La tristezza, però, ancora deve manifestarsi interamente, perché per poterla vedere nella sua amarezza, bisogna aspettare il minuto 86’: il bianconero Emre Can scivola e prende in pieno Conti, che cade a terra in area. Il premuroso Banti cosa fa? Vuole consultare dapprima la Var per fischiare un rigore…

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