Riduzione parlamentari: memoria a corrente alterna o faccia come il “culo”?

Soldi pubblici che vanno via per pagare parlamentare che non conoscono nemmeno la lingua italiana
Pubblicato il Febbraio 09, 2019, 9:07 am
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Il Senato della Repubblica ha dato il primo via libera al disegno di legge costituzionale di modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione che prevede il taglio dei parlamentari.
I deputati passeranno, così, da 630 a 400 mentre i senatori da 315 scenderanno a 200.

Orbene, il Partito Democratico non ha votato a favore del taglio. Alcuni hanno, addirittura, definito tale disegno come un attacco senza precedenti alla democrazia.
Ma come, proprio loro? Strano, ma non troppo…Leggete cosa aveva pontificato Matteo Renzi dal palco della Coldiretti neanche tre anni addietro: “Abbiamo oggi troppi politici in Italia. La riduzione del numero dei politici è la priorità per essere credibili con voi…Su questa battaglia io da solo non ce la faccio….Il punto centrale è che in Italia abbiamo un parlamento di 945 parlamentari…E’ ridicolo, è il numero più costoso e grande del mondo non ci meritiamo questo, ci meritiamo di semplificare!”.

Cosa ha fatto cambiare idea a certi esponenti, che addirittura hanno provato, con l’ultimo referendum, ad abolire un’intera camera? Gli stessi che appoggiavano quella riforma, oggi si indignano.
Cambiare idea è possibile ma, non si offenda nessuno, queste indignazioni sembrano il frutto o di una memoria a corrente alterna o di una faccia come il culo.
Speriamo non siano entrambe le cose…

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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