Questi tifosi mi fanno schifo: quando la passione diventa delinquenza

Non è questione di tifo ma di delinquenza che sempre più sta dilagando non solo tra i giovani
Pubblicato il Dicembre 16, 2018, 1:36 pm
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Sta girando in queste ore le immagini del carabiniere che cerca di arginare un aggressione senza usare l’arma, che tiene in pugno, durante alcuni scontri tra tifosi della Lazio e quelli dell’Eintracht.

Nel video che sta girando in queste ore si vede il carabiniere che cerca di tenere testa ad alcuni tifosi incappucciati, poi perché un tifoso si deve incappucciare come un criminale spiegatemelo, con spranghe e mazze.

Si nota che il carabiniere ha in mano una pistola, che tecnicamente poteva usare ma che non ha fatto probabilmente per diverse ragioni, non per ultima quella della gogna che ci sarebbe stata a livello mediatico se fosse scappato il morto.

E se il carabiniere avesse sparato e ferito o ucciso qualcuno oggi cosa leggeremo sui giornali?

A rimetterci è il carabiniere che si prende una bottiglia in testa dopo essere stato prima insultato e preso di mira con lanci di oggetti tra cui i sanpietrini.

Questa notte invece striscioni sono apparsi in giro per Roma contro il presidente Pallotta su uno si legge “Pallotta maiale, vogliamo il tuo funerale”, un messaggio gravissimo che nulla a che fare con lo sport, un messaggio che è una minaccia pesante, a mio avviso non solo delirante ma ignobile! Un messaggio fatto non da tifosi ma da delinquenti patentati, persone che probabilmente sono criminali anche nella vita nel frattempo è proprio lo stesso calcio che sta diventando sempre più malato.

Ci spostiamo a Bologna dove in settimana sono apparse a Casteldebole tre croci con i nomi di Claudio Fenucci, Riccardo Bigon e Marco Di Vaio. Un gesto grave come quelli di Roma, un gesto che purtroppo dopo i primi articoli di giornale passeranno nel dimenticatoio e chi invece deve controllare, agire e mantenere le distanze da questi episodi fa “spallucce”.

Pensare che queste cose accadono solo tra le massime classi si sbaglia di grosso, negli ultimi mesi diversi i casi nelle serie minori con atti di violenza nei confronti degli arbitri. Parliamo di ragazzi giovanissimi e dove non ci sono soldi anzi, spesso in questi casi ci si rimette per pagarsi le spese.

Il problema è sempre più sociale, il calcio sta diventando un optional, manca la cultura dello sport, la cultura del sacrificio. Negli altri paesi si insegna nelle scuole, di pari passo con l’educazione civica, cosa che qui invece è passata nel dimenticatoio. Ma la colpa va anche alle istituzioni che spesso non danno segnali forti, quante volte ci sono stati momenti di paura legati alle partite di calcio nel corso degli anni ma ad oggi non è cambiato niente? Quando ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di andare contro le società calcistiche re Mida dello sport che dettano legge? Io nel frattempo aspetto, aspetto l’ennesima tragedia!

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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