Europa dei popoli o dei mercati? A’ la guerre comme à la guerre…

La politica dalla memoria corta che si ricorda del cittadino solo quando è all'opposizione e mai quando è in carica
Pubblicato il Ottobre 09, 2018, 9:54 am
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L’articolo 1 della Costituzione sancisce che la sovranità appartiene al popolo. Popolo che, democraticamente, elegge i propri rappresentanti. Rappresentanti che, a loro volta, gestiscono (dovrebbero) la cosa pubblica nel rispetto dei principi contenuti nella carta costituzionale. Per anni, però, abbiamo assistito ad una sorta di sudditanza nonché servilismo nei confronti di organismi (leggi banche) che di sovrano hanno solo la legittimazione che arriva loro dai mercati.

Ricordiamo che l’articolo 41 della Costituzione recita: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

I limiti al privato, quindi, si pongono nella fase dell’esercizio dell’attività (liberamente) scelta.

Essi sono espressione di valori costituzionalmente rilevanti, come il diritto alla libertà di cui all’art. 13 Cost.; quello alla sicurezza, che comprende anche il diritto alla salute (art. 32 Cost.); quello alla dignità sia dei lavoratori (art. 35 Cost.) che dei consumatori, destinatari, questi ultimi, anche di un’apposita tutela sia a livello comunitario (art. 38 della Carta fondamentale dei diritti dell’Unione Europea) che nazionale (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, c.d. Codice del consumo).

Insomma, almeno sulla carta, il mercato e le banche non sono sovrane.

Accade, però, che un governo espressione di una maggioranza popolare schiacciante che ha detto basta a linee governative prone al mercato ed ai suoi padroni, abbia statuito, attraverso ad esempio il reddito di cittadinanza, di aiutare concretamente chi è povero e non riesce ad arrivare a fine mese o perché disoccupato o perché sottopagato.

Orbene, l’oligarchia finanziaria che muove i fili del mercato ha deciso che ciò non va bene e fa schizzare, attraverso anche le dichiarazioni dei suoi servi (leggi commissari dall’accento francese) lo spread alle stelle.

Ciò significa un danno non indifferente per le casse dello stato. Soprattutto questo testimonia che per chi gestisce i mercati la volontà popolare non conta nulla ed anzi più poveri ed ignoranti siamo e meglio è.

Ci sono dei però: come detto ad inizio articolo ci sono i principi della nostra costituzione.

C’è, poi, anche un altro però: un popolo affamato e sfruttato prima o poi si ribellerà. Quando accadrà non sarà attraverso le urne, ma attraverso la violenza. Se avete difficoltà a mettere il piatto a tavola, molto probabilmente voterete M5S o la Lega. Ma se il piatto a tavola, dove sono seduti i vostri figli, non si metterà né oggi né domani, beh…Occhio cari finanzieri che con le buone o con le cattive la lezione democratica, prima o poi, la capirete. Nel frattempo, democraticamente, appoggiamo alle prossime elezioni europee chi vorrà cambiare la cultura alla base della politica economica europea, per difendere un modello sociale che non umilia chi è povero.

E’ ancora possibile costruire una Europa più attenta ai popoli che alla finanza. Qualora, però, non sarà più sufficiente la strada democratica, beh, la guerra l’hanno iniziata loro quindi “à la guerre comme à la guerre”…

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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