Gabriele Sandri non riesce a riposare in pace, qual è lo scopo di tutto questo?

Quando una notizia delle tante diventa appetibile per il pay per click infischiandosene delle conseguenze che potrebbe avere
Pubblicato il Ottobre 05, 2018, 10:57 am
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Succede che in via Anagnina, l’altra mattina, una banca sia stata rapinata da due rapinatori. Ovviamente una delle tante notizia di cronaca che ogni giorno arrivano nelle redazioni di giornali e televisioni sia locali che nazionali.

La famosa velina delle forze dell’ordine compare nelle e-mail dei redattori comprese le agenzie.

Fin qui va tutto bene è routine, ma nell’era dei numeri e dei pay per clik questa notizia passerebbe quasi inosservata. Il caso diventa invece tanto appetibile quando si scopre che uno dei due rapinatori era il ragazzo che guidava l’auto nella tragedia di Gabriele Sandri.

Quando ho letto i titoli che sono usciti che enfatizzavano non il fatto dell’arresto dei due rapinatori ma bensì che uno dei due era l’autista dell’auto nell’omicidio Sandri ho pensato che fosse uno scherzo di un buontempone, qualche meme non solo di cattivo gusto ma anche “diffamatorio”.

Purtroppo non era ne un buontempone ne un meme ma la penna di un “professionista” che scrive ogni giorno

Poi leggendo l’articolo e vedendo le testate che lo hanno pubblicato, e vi garantisco che in molti hanno seguito quest’onda malsana, ho realizzato che è proprio vero: il giornalismo italiano è ufficialmente morto! Mi domando perché un direttore di un quotidiano permetta che un suo redattore pubblichi una simile spazzatura, a questo punto preferisco gli articoli di gossip su Barbara D’Urso, anzi se devo fare un paragone in questo caso il gossip è molto più giornalismo. Qui non si tratta di diritto di cronaca si tratta di fatti che non hanno rilevanza sulla notizia stessa!

La cosa interessante è che leggendo gli articoli, le prime quattro righe rimarcano proprio il fatto che uno dei rapinatori era l’autista della macchina nel tragico episodio in cui ha perso la vita Gabriele Sandri, qualcuno addirittura si spinge dicendo “uno dei due arrestati era amico di Gabriele Sandri” come se questo fatto possa screditare la memoria di un ragazzo che stava andando a vedere una partita in tutta tranquillità.

Laziochannel parla di un accostamento infelice io mi sento di dire un accostamento voluto e ponderato proprio per scatenare il tam tam mediatico, in questo possiamo dire che chi ha scritto il pezzo ha perfettamente centrato l’obiettivo. Ma c’è un termine che un giornalista non deve mai dimenticare e che dovrebbe avere ben stampato sulla propria scrivania è la deontologia,  lo “studio del dovere” secondo i greci e che deve essere la base di ogni articolo che si scrive. Purtroppo sta pian piano scomparendo, anzi su alcune scrivanie non è mai comparso!

Chiudiamo con un pensiero espresso su Facebook da Giorgio Sandri il papà di Gabriele:

Quindi?
Scribacchini da strapazzo?!!
Scrivere di un ragazzo che fa una rapina in banca non avrebbe certo prestato alcuna attenzione sui lettori oramai avvezzi da cronache più o meno gravose.
Quindi?
Quindi, scrivere che il rapinatore è lo stesso ragazzo che guidava la macchina il giorno della tragedia di Gabriele Sandri, da’ agli ‘imbrattafogli’ l’aspettativa di vivere il loro misero giorno di gloria.
Quindi…la notizia qual è?
Chi è stato a rapinare la banca?
Gabriele Sandri?
Perché la foto di Gabriele è accanto alla notizia del rapinatore?
È questa l’informazione?
Ecco…a me sembra di voler far sorgere nell’animo altrui il dubbio che non era poi un così bravo ragazzo Gabriele.
Questo è un giornalismo becero, fatto di insinuazioni, senza coscienza, privo di rispetto, inutile…

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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