Il web insorge contro Fenati, a no oggi c’è Douglas Costa

Quando l'intelligenza umana va in ferie lasciando spazio all'unico neurone che è rimasto al popolo dei social
Pubblicato il Settembre 17, 2018, 10:29 am
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Ho preferito far passare qualche giorno prima del parlare del caso Fenati. Per chi non conoscesse la storia, durante il Gran Premio di San Marino e Riviera di Rimini in moto2 la scarmuccia tra Manzi e Fenati durante la prima parte del gran premio è scaturita in uno dei peggiori gesti che il motociclismo abbia visto quando il pilota marchigiano in pieno rettilineo ha tolto la mano dal suo semimanubrio andando ad azionare il freno del rivale con un rischio altissimo di caduta mentre le moto viaggiavano a circa 250 KM/H.

Dal tam tam mediatico fino alle minacce di morte, questo oggi fa l’italiano medio dei social

Da li è partito il tam tam mediatico di condanna al pilota che per carità ha si fatto un gesto non solo brutto ma soprattutto pericoloso ma questo non significa che chi non ha mai parlato di motociclismo si erga a paladino della giustizia. Parlo anche dei giornali che per la ricerca del click hanno scritto articoli raccontando storie che prima di tutto non gli appartengono qualcuno senza nemmeno citare i nomi dei piloti coinvolti. Questo come lo chiamate se non accanimento? C’è chi ha ipotizzato il plastico alla Vespa.

Ma torniamo agli odiatori e ai paladini della giustizia che seguono il motoclismo da bar e che non sanno cosa significa motori, lo sapete che nei mondiali scorsi di episodi brutti e pericolosi ne sono successi moltissimi? Lo sapete che spesso anni fa queste cose finivano con un paio di pugni in qualche retro box? Questo è il motociclismo, un mondo fatto di persone vere, veraci e soprattutto con qualche rotella fuori posto, perché andare a 340 chilometri orari e staccare (frenare per chi non conosce) a 70/80 metri da una curva significa non solo averle quadrate ma possedere una vena di pazzia che parte dalla testa, passa per il cuore e finisce nel polso dell’acceleratore.

Oggi dopo che questa storia abbia monopolizzato social e tv, non se ne parla quasi più, Facebook oggi è inondato dallo sputo di Douglas Costa e dai soliti odiatori che scrivono fiumi di parole vicine all’offesa quando, come nel caso di Fenati, basta guardare un po’ indietro e vedere che di sputi in faccia il calcio è pieno ricordiamo lo sputo di Totti contro Puolsen nella partita tra Italia e Danimarca. Quindi mentre aspettiamo il nuovo fatto eclatante che farà parlare anzi sparlare gli italiani ricordiamoci che dietro un pilota, dietro un giocatore c’è sempre una persona che può perdere le staffe e che certamente deve essere sanzionato ma che non può essere demonizzato perché un errore lo possiamo commettere tutti, qualcuno disse tempo fa: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra…”

Siamo dei Don Chisciotte che crediamo in un sogno, quello di dire la verità senza se e senza ma, senza costrizione ne tanto meno minacce. Ci riusciremo? Chi lo sa voi nel frattempo seguiteci.

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