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Il Bertuzzino
A quando un progetto serio sul turismo
I turisti ci sono ma vengono trattati male
Ci sono zone archeologiche abbandonate che da sole potrebbero riempire le casse dei comuni ma che per strani casi rimangono abbandonate a loro stesse con il rischio che prima o poi crolli tutto e arrivederci e grazie!
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Siamo italiani e amiamo il nostro paese. L’Italia rappresenta una delle maggiori mete turistiche in tutto il mondo. Sono molteplici i turisti che decidono di venire qui in vacanza: ogni regione offre la sua particolarità, la sua storia e la sua forma artistica e non per ultimo il suo cibo.

Perché non investiamo abbastanza sul turismo quali sono gli impedimenti che non permettono al nostro paese di decollare?

Negli ultimi anni, i governi passati hanno deciso di puntare sempre di meno su ciò che potrebbe davvero risollevare l’economia italiana: il turismo. Ci sono alcuni paesi nel mondo che, pur non avendo la stessa nostra storia, decidono di puntare su quel poco che hanno, cercando di attirare quanti più viaggiatori possibili e ci riescono benissimo.

Il turismo è una risorsa preziosa per ogni paese: pensate alla classica frase “facciamo girare l’economia”. Con quello che abbiamo potremmo veramente dare una svolta a tutto l’indotto. Dati alla mano confermano che raddoppiando i turisti e i visitatori, potremmo permettere ai negozianti, ai bar, ai locali e ai musei di guadagnare molto di più e logicamente di rinvestire, di assumere e di arrivare ad un benessere meritato.

Perché il nostro governo ha deciso di rilegare in un angolo il turismo? È un po’ la stessa storia del futuro dei giovani: sembra che i reali problemi dell’Italia non siano mai abbastanza seguiti e passano in secondo piano o meglio c’è chi ha fatto e continua a fare perché si parli sempre delle solite cose. Il risultato è che oggi, iniziando dall’informazione, non propone anzi…

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Il Senato della Repubblica ha dato il primo via libera al disegno di legge costituzionale di modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione che prevede il taglio dei parlamentari.

Il Senato della Repubblica ha dato il primo via libera al disegno di legge costituzionale di modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione che prevede il taglio dei parlamentari.
I deputati passeranno, così, da 630 a 400 mentre i senatori da 315 scenderanno a 200.

Orbene, il Partito Democratico non ha votato a favore del taglio. Alcuni hanno, addirittura, definito tale disegno come un attacco senza precedenti alla democrazia.
Ma come, proprio loro? Strano, ma non troppo…Leggete cosa aveva pontificato Matteo Renzi dal palco della Coldiretti neanche tre anni addietro: “Abbiamo oggi troppi politici in Italia. La riduzione del numero dei politici è la priorità per essere credibili con voi…Su questa battaglia io da solo non ce la faccio….Il punto centrale è che in Italia abbiamo un parlamento di 945 parlamentari…E’ ridicolo, è il numero più costoso e grande del mondo non ci meritiamo questo, ci meritiamo di semplificare!”.

Cosa ha fatto cambiare idea a certi esponenti, che addirittura hanno provato, con l’ultimo referendum, ad abolire un’intera camera? Gli stessi che appoggiavano quella riforma, oggi si indignano.
Cambiare idea è possibile ma, non si offenda nessuno, queste indignazioni sembrano il frutto o di una memoria a corrente alterna o di una faccia come…

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Di Il Bertuzzino Published on Dic 5, 2018
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Il Bertuzzino
Quante volte apriamo Facebook al giorno? Si parla di quasi 125 volte, un'enormità! Il più delle volte per leggere cosa dicono gli altri, altre volte per scrivere delle cose e poi il giorno che per qualche motivo ci bloccano succede il finimondo. Si arriva ad avere il profilo con il numero DUE...

Ormai siamo abituati, notizie che fino a qualche decennio fa non avrebbero nemmeno attirato l’attenzione di un editore di terza categoria oggi sono le notizie principali dei media.

Il cartaceo un po’ meno ma l’online ci sguazza come un’ oca giuliva! La notizia del giorno pare sia il ban da Facebook per un mese di Selvaggia Lucarelli, in qualche modo si tenta di far passare questa cosa come un “bavaglio” una chiusura alla libertà di stampa.

Bè già parlare di libertà di stampa riferendosi ad un social network la dice lunghissima e fa rabbrividire, se poi si aggiunge la parola “squadrismo 2.0” allora è proprio il top del minimo. Sia chiaro non ce l’ho con Selvaggia Lucarelli, anzi mi sta molto simpatica, ma con quello che stanno creando nell’immaginario collettivo i social newtwork.

Detto questo vorrei sottolineare un fatto che forse i milioni di utenti che utilizzano Facebook non hanno ben chiaro.

Lo spazio che utilizzate non è di vostra proprietà, il fatto che sopra ci sia il vostro nome e cognome non significa che quello spazio è vostro. Voi state utilizzando una piattaforma di proprietà di “qualcun’ altro” che vi sta dando la possibilità di esprimere le vostre opinioni ovviamente mantenendo un certa etica.

A questo punto è chiaro che, siccome non è vostro, da un momento all’altro il signor Facebook può decidere di buttarvi fuori, è nel suo diritto, un po’ come…

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La finale di Supercoppa italiana è stata vinta dalla Juventus. Una vittoria che, come spesso capita dopo i successi della vecchia signora dopo gli scontri con le connazionali, ha creato non poche polemiche. Non il successo in se bensì il come è nato che ha indignato i tifosi non solo rossoneri.

La finale di Supercoppa italiana è stata vinta dalla Juventus. Una vittoria che, come spesso capita dopo i successi della vecchia signora dopo gli scontri con le connazionali, ha creato non poche polemiche. Non il successo in se bensì il come è nato che ha indignato i tifosi non solo rossoneri.

Agli occhi non solo del sottoscritto è apparsa non una sfida sportiva ma una farsa. Perché? La gestione arbitrale ha indirizzato, non poco, l’esito del match.

Al 33’ Cutrone, in linea con Alex Sandro, viene fermato per fuorigioco; di solito si lascia correre l’azione per poi, eventualmente, grazie alla Var, correggere l’esito sbagliato. Al 44’ Pjanic a gambe unite fa un fallaccio su Calhanoglu, ma viene sanzionato solo con il cartellino giallo; poco dopo rimane immune per un fallaccio sul rossonero Castillejo.
Al 72’ Matuidi entra duro, con il piede destro a martello sulla caviglia destra del povero Calabria, ma per l’arbitro Banti non è successo nulla di grave; sciocchezza di caffè…Ma al 74’ Kessie viene espulso grazie all’intervento della Var; non è apparsa neanche la smorfia di dolore su Douglas Costa che subito il premuroso Banti consulta la Var per espellere, giustamente, il centrocampista rossonero. Orbene, se è giusta l’espulsione al 74’, perché per la stessa tipologia di fallo, commesso appena due minuti prima, la premura del Banti ha dormito? A pensar male si fa peccato, però…

La tristezza, però, ancora deve manifestarsi interamente, perché per poterla vedere nella sua amarezza, bisogna aspettare il minuto 86’: il bianconero Emre Can scivola e prende in pieno Conti, che cade a terra in area. Il premuroso Banti cosa fa? Vuole consultare dapprima la Var per fischiare un rigore…

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